Una didattica della cura: educatori a Madrid tra Erasmus+ e ricerca Horizon
Si è concluso a Madrid il percorso formativo “Safe Teaching for Inclusion and Well-being of the Learners”, articolato in quattro distinte finestre di mobilità che hanno visto l’avvicendarsi di gruppi diversi di educatori. L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito del progetto Erasmus+ KA121 Adulti (n. 2025-1-IT02-KA121-ADU-000343475) ed è stata coordinata dal Polo Europeo della Conoscenza.
L’obiettivo è stato quello di formare i formatori: dotare cioè i partecipanti di metodologie didattiche avanzate che, al rientro, possano essere trasferite e diffuse all’interno dell’intera rete scolastica.
Una didattica della cura, costruita sulla pratica
Il corso ha alternato workshop collaborativi, analisi di casi studio, role-playing e visite sul campo presso istituzioni madrilene d’eccellenza. Quattro gli assi di lavoro:
- Ambienti emotivamente sicuri e benessere relazionale. Strategie concrete per costruire classi accoglienti in cui gli studenti possano beneficiare di un clima emotivamente sicuro per prevenire la dispersione scolastica.
- Strumenti digitali, empatia e inclusione empatia. L’uso etico di piattaforme e metodologie partecipative — come Rayuela Digital per la sicurezza online, e SMAT e Photovoice per l’inclusione sociale e il pensiero critico.
- Gestione delle fragilità. Tecniche di ascolto e mediazione interculturale a supporto delle vulnerabilità socio-educative.
- Reti di supporto territoriali. Modelli di collaborazione sistemica tra scuola e famiglie.
Dove la prassi educativa incontra la ricerca europea
Il valore aggiunto del corso è nato dall’incontro con la ricerca europea: i contributi del progetto Horizon Europe “Let’s Care” sono entrati direttamente nelle attività formative.
Portare dati, risultati e linee guida di un progetto Horizon Europe come Let’s Care direttamente in aula ha permesso ai partecipanti di approfondire alla fonte le dinamiche della “Cultura della cura”. È un passaggio che traduce la ricerca in strumenti operativi immediatamente spendibili, mettendo a disposizione dei formatori strategie già validate a livello internazionale per contrastare l’abbandono scolastico e costruire ambienti di apprendimento realmente inclusivi ed emotivamente sicuri.
Un investimento sulle competenze del presente
L’esperienza conferma quanto la mobilità europea incida sulla formazione continua del personale educativo. Erasmus+ non si limita a facilitare l’acquisizione di metodologie avanzate: alimenta la comprensione interculturale e la costruzione di reti professionali internazionali destinate a durare oltre la durata del corso.
Benessere emotivo, sicurezza digitale e gestione delle vulnerabilità socio-educative non sono sfide rinviabili al futuro: sono urgenze quotidiane che chiedono competenze specifiche e un approccio consapevole. Con esperienze formative di questo livello, la rete del Polo Europeo della Conoscenza continua ad accompagnare educatori e formatori verso una didattica più innovativa e inclusiva.
La voce dei partecipanti
I primi riscontri raccolti confermano il valore dell’esperienza: i partecipanti hanno apprezzato la qualità dei corsi e la concretezza delle attività proposte, ritenute facilmente replicabili in classe. Ha inciso molto anche la rete di collaborazione nata tra i docenti durante gli incontri, che proseguirà oltre la fine del corso. Diffusa, infine, la volontà di trasferire quanto appreso ai colleghi, attraverso momenti di formazione interna nelle rispettive scuole, moltiplicando così l’impatto della mobilità ben oltre il gruppo che vi ha preso parte direttamente.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Altro
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon